Società Italiana di Chemioterapia
La Società Italiana di Chemioterapia (SIC) è la società scientifica nazionale dedicata allo studio, alla ricerca e alla pratica della chemioterapia in senso ampio: sia antimicrobica (antibiotici, antivirali, antimicotici, antiparassitari) sia antineoplastica (farmaci antitumorali classici, agenti target, immunomodulatori). È la rappresentante italiana presso l’International Society of Antimicrobial Chemotherapy (ISAC) e opera in un ecosistema più ampio che comprende AIOM, SIMIT, SITA, SIE e SIF.
Il termine “chemioterapia”, in Italia, è storicamente ambivalente: per il grande pubblico evoca soprattutto i trattamenti oncologici, mentre nella tradizione accademica della SIC indica la terapia farmacologica delle infezioni e dei tumori, con un forte radicamento nella farmacologia clinica, nella farmacocinetica/farmacodinamica (PK/PD) e nell’uso razionale dei farmaci.
Identità e missione
La SIC si colloca all’intersezione tra infettivologia, oncologia medica e farmacologia. Non è la società di riferimento per la pratica quotidiana dell’oncologia medica (ruolo che spetta all’AIOM, fondata nel 1973) né per le malattie infettive in senso stretto (SIMIT, nata nel 2001 dalla fusione di SISMIP e AMOI). Il suo contributo specifico è lo studio del farmaco chemioterapico come oggetto scientifico: meccanismo d’azione, diffusione tissutale, interazioni, resistenza, tossicità e appropriatezza d’uso.
È affiliata all’ISAC, federazione internazionale che riunisce decine di società nazionali attive in chemioterapia antimicrobica, microbiologia clinica e malattie infettive. Nel directory ISAC figurano come referenti italiani il Prof. Francesco Scaglione (presidente) e la Prof.ssa Teresita Mazzei (contatto). Il sito istituzionale indicato è chemio.org.
Storia e scuola fiorentina e milanese
La tradizione italiana della chemioterapia ha due poli storici.
A Firenze, la scuola di Piero Periti e Teresita Mazzei ha costruito per decenni un ponte tra farmacologia, infettivologia e oncologia. Periti è stato figura fondativa del Journal of Chemotherapy e ha curato gli atti di congressi nazionali della Società (tra cui il 16° Congresso di Firenze, 12-15 marzo 1989, e il 21° del 2001). Mazzei, oncologa e farmacologa clinica all’Università di Firenze e già direttrice del Centro Oncologico di Riferimento Dipartimentale di Careggi, è co-editrice del Journal of Chemotherapy da circa trent’anni. È stata la prima donna presidente della Società Internazionale di Chemioterapia – Infezioni e Cancro e, secondo il suo profilo professionale aggiornato, presidente della SIC dal 2013. Ha pubblicato oltre 300 lavori su farmacologia, oncologia e chemioterapia.
A Milano, la scuola farmacologica ha dato alla disciplina una struttura formativa rara in Europa. Franco Fraschini, ordinario di Farmacologia all’Università Statale, è stato presidente della SIC per due mandati (1987-1990 e 2004-2005). Nel 1982 ha fondato in Italia la Scuola di Specializzazione in Chemioterapia e nel 1990 il Dottorato di Ricerca in Chemioterapia. Francesco Scaglione, suo allievo e oggi professore ordinario di Farmacologia all’Università di Milano e direttore della Farmacologia Clinica all’Ospedale Niguarda, figura come presidente della SIC, membro dell’Executive Committee di ISAC e già presidente della Federation of the European Societies of Chemotherapy. È inoltre chairman del working group ISAC su farmacologia anti-infettiva e infezioni del torrente ematico.
Le due fonti (ISAC e profili accademici) indicano quindi una leadership condivisa o succedutasi tra Mazzei e Scaglione: dato da interpretare come continuità di una società di nicchia, fortemente identitaria, più che come contraddizione.
Il Journal of Chemotherapy: l’organo scientifico
Il contributo editoriale più duraturo della SIC è il Journal of Chemotherapy (ISSN 1120-009X), rivista internazionale peer-reviewed nata nel 1989 a Firenze dalle Edizioni Riviste Scientifiche, in continuità con la precedente Chemioterapia. Dal 2016 è pubblicata da Taylor & Francis. È indicizzata in MEDLINE/PubMed, Scopus e Web of Science.
Il NLM Catalog la descrive come pubblicata sotto gli auspici della Società Italiana di Chemioterapia e organo ufficiale della Mediterranean Society of Chemotherapy. Copre:
- agenti antibatterici, antivirali, antimicotici, antiparassitari;
- chemioterapici antitumorali classici e target, farmaci biologici, ormonali, immunomodulatori, terapie cellulari e geniche;
- proprietà PK/PD, efficacia, sicurezza, tossicologia e interazioni;
- resistenze antimicrobiche e antitumorali.
Metriche recenti: Impact Factor 2025 pari a 2.1, CiteScore Scopus 4.1 (Q2), circa 81.000 download annui. Tra gli editori attuali figura Tommaso Cai (Università di Trento). Esiste un premio in memoria di Piero Periti per la migliore review dell’anno.
La rivista ha anche promosso indagini epidemiologiche nazionali, come lo studio sulla profilassi antimicrobica in ortopedia (225 centri, oltre 136.000 procedure), che ha mostrato come estendere la chemioprofilassi oltre le prime 24 ore non riduca le infezioni del sito chirurgico, mentre le combinazioni antibiotiche le abbassano dal 2,5% all’1,4%.
Il panorama italiano: chi fa chemioterapia oggi
Per non confondere acronimi, è utile distinguere i ruoli.
| Società | Focus principale | Ruolo rispetto alla chemioterapia |
|---|---|---|
| SIC – Società Italiana di Chemioterapia | Farmacologia della chemioterapia anti-infettiva e antitumorale | Studio del farmaco, PK/PD, appropriatezza, rivista J Chemother |
| AIOM | Oncologia medica | Linee guida nazionali sui tumori solidi, chemioterapia oncologica quotidiana (~2.500 soci; 39 LG nel Sistema Nazionale Linee Guida ISS) |
| SIE | Ematologia | Chemioterapia delle neoplasie ematologiche, trapianto, nuove terapie |
| SIMIT | Malattie infettive e tropicali | Diagnosi e terapia delle infezioni, HIV, MDR |
| SITA | Terapia infettiva e antibatterica | Stewardship antimicrobica (presidente Matteo Bassetti) |
| SIF | Farmacologia | Ricerca di base e clinica su tutti i farmaci, inclusa chemioterapia |
| SCI – Società Chimica Italiana | Chimica | Non è una società medica; include però la Divisione di Chimica Farmaceutica |
L’AIOM, con sede a Milano e oltre 2.500 soci, è la società che produce il maggior numero di linee guida oncologiche italiane (oltre 4,3 milioni di PDF scaricati dal 2013). Il presidente in carica dal 2025 è Massimo Di Maio; presidente eletta Rossana Berardi. L’Italia è seconda al mondo, dopo gli Stati Uniti, per numero di soci ESMO.
La Consulta delle Società Scientifiche per l’Ottimizzazione dell’Uso degli Antimicrobici, coordinata da Pierluigi Viale, aggrega SIMIT, SITA, FADOI, SIP e altre società per contrastare l’antibiotico-resistenza: tema centrale anche per la SIC.
Temi scientifici di frontiera
1. Antimicrobial stewardship e resistenze
L’Italia è tra i Paesi europei con i tassi più alti di resistenze (KPC, MRSA, Acinetobacter, Candida auris). La SIC, per vocazione PK/PD, insiste su dosaggi ottimizzati, durata breve, de-escalation e monitoraggio dei livelli plasmatici (TDM) di vancomicina, aminoglicosidi, beta-lattamici e antifungini. La “Charta of Milan” della SIC ha definito criteri per l’uso appropriato degli antibiotici.
2. Chemioterapia oncologica e oltre
La chemioterapia citotossica classica (platino, antracicline, taxani, fluoropirimidine) convive oggi con immunoterapia, ADC (antibody-drug conjugates), inibitori di PARP, KRAS e terapie cellulari. La SIC mantiene un approccio farmacologico: interazioni, tossicità d’organo (cardioncologia, nefrotossicità, neurotossicità), medicina di genere — ambito in cui Mazzei ha un ruolo nazionale in FNOMCeO.
3. PK/PD come lingua comune
Il contributo più originale della tradizione SIC è aver trattato infezioni e tumori con gli stessi strumenti: rapporto AUC/MIC, tempo sopra la MIC, penetrazione tissutale, modelli di esposizione-risposta. È un ponte ancora utile quando i nuovi farmaci (immunoterapici, CAR-T, antivirali long-acting) pongono problemi di dosaggio in popolazioni speciali (anziani, obesi, insufficienza d’organo, gravidanza).
Formazione e congressi
I congressi nazionali della SIC, documentati almeno dagli anni Ottanta, si sono tenuti spesso a Firenze, sede storica della rivista. Parallelamente, l’Università di Milano ha mantenuto la Scuola di Specializzazione e il Dottorato in Chemioterapia, un unicum formativo. Oggi la formazione specialistica sul campo è più frammentata: ECM di AIOM e SIMIT, master di farmacologia clinica, corsi di stewardship.
Limiti e prospettive
La SIC è una società di nicchia rispetto ad AIOM e SIMIT. Il sito chemio.org risulta poco aggiornato rispetto agli standard delle grandi società scientifiche italiane; la visibilità pubblica è inferiore a quella delle società di patologia d’organo. Resta però un nodo internazionale (ISAC, Mediterranean Society of Chemotherapy) e un patrimonio editoriale concreto: una rivista MEDLINE attiva da oltre 35 anni e una scuola di pensiero che rifiuta di separare “antibiotico” e “chemioterapico antitumorale” quando il problema è il farmaco, la resistenza e il paziente fragile.
Le sfide al 2026 sono tre:
- integrare la tradizione PK/PD della SIC nei programmi nazionali di stewardship e nelle linee guida AIOM/SIMIT;
- formare farmacologi clinici e oncologi/infettivologi capaci di gestire interazioni tra chemioterapia, target therapy e antimicrobici nel paziente immunocompromesso;
- mantenere viva una società che, per dimensioni, rischia di essere assorbita dalle società di specialità più grandi, perdendo proprio la vocazione trasversale che la rende unica.
In sintesi: la Società Italiana di Chemioterapia non è “l’AIOM della chimica” né un doppione della SIMIT. È la società che, dalla Firenze di Periti e Mazzei alla Milano di Fraschini e Scaglione, ha insegnato a trattare infezioni e tumori come problemi di farmaco, dose, tempo e resistenza. In un’epoca di antibiotico-resistenza crescente e di oncologia di precisione, quel messaggio resta attuale.